Solo il 2% del mercato globale del lusso high-end è oggi occupato da gioielli pensati per uomini, una percentuale che stride con l’evidenza storica: dalle tiare dei faraoni alle fibbie dei dogi veneziani, l’ornamento maschile ha dominato per millenni prima che l’industrializzazione ottocentesca lo confinasse al solo orologio da polso. Oggi Ryan Bernell, con la sua neonata maison Alexandria, prova a ribaltare questa dimenticanza, puntando su un’idea radicale: creare gioielli da uomo che non siano gadget, ma vere e proprie sculture da indossare, capaci di reggere il confronto con i canoni dell’alta gioielleria femminile.
Una grammatica estetica diversa
La sfida di Alexandria non è tecnica ma culturale. Mentre l’alta gioielleria per donna ha sviluppato un linguaggio basato sulla luce diffusa da tagli brillanti e sulla sinuosità di forme floreali, il gioiello maschile storico – pensiamo alle spille dei cavalieri del Settecento o agli anelli-sigillo rinascimentali – prediligeva volumi netti, superfici opache e incrostazioni di pietre dure non calibrate. Bernell riprende questa tradizione con un twist contemporaneo: linee architettoniche, chiusure a strappo che diventano elemento decorativo, e un uso sapiente del contrasto tra oro brunito e diamanti taglio smeraldo, dove la trasparenza cede il passo alla profondità.
Oltre l’orologio: il corpo come territorio
L’errore più comune nel progettare gioielli per uomo è ridurli a versioni oversize di modelli femminili. Alexandria rompe questo schema lavorando su punti anatomici inesplorati: fermapolsini in metallo massiccio che dialogano con la camicia, anelli da avvolgere su più dita come armature digitali, e collari rigidi che seguono la curva del collo senza stringerlo. Ogni pezzo è pensato per essere indossato da solo, non come accumulo. La scelta dei materiali è altrettanto radicale: via libera a meteoriti tagliati a lastra, legni fossili e cristalli di rocca non sfaccettati, che restituiscono una luce sorda e minerale, lontana dallo scintillio da red carpet.
Il peso della storia e la leggerezza del presente
C’è un paradosso affascinante in questa operazione: mentre la moda maschile contemporanea si muove verso fluidità e leggerezza (tessuti destrutturati, layering, silhouette morbide), la gioielleria di Alexandria risponde con una fisicità quasi brutale. I suoi anelli pesano, i suoi bracciali hanno cerniere metalliche che scattano come serrature. È una scelta controcorrente che richiede un portatore sicuro di sé, capace di sostenere il peso simbolico di un oggetto che non passa inosservato. Forse è proprio questa la rivoluzione: non rendere il gioiello maschile più discreto, ma restituirgli la sua funzione storica di dichiarazione di presenza.





