Nel 2023, un diamante taglio ventaglio da 15,78 carati ha polverizzato ogni stima d’asta a Ginevra, battendo per 2,3 milioni di dollari un classico taglio smeraldo di caratura simile. Il compratore? Un collezionista privato che ha dichiarato di cercare ‘l’angolo impossibile’. Quel gesto ha acceso un faro su una tecnica di taglio che i lapidari più estremi definiscono ‘la firma del diavolo’: il taglio a ventaglio, o fan cut, dove la pietra non è più un riflesso passivo ma un prisma che sfida la simmetria euclidea. Non è un ritorno al passato – è una dichiarazione di guerra alla prevedibilità.
L’angolo che sfida la luce
Mentre il taglio brillante sfrutta 57 o 58 faccette per massimizzare il ritorno luminoso, il ventaglio ne utilizza un numero variabile – spesso tra 24 e 36 – disposte in archi concentrici che si aprono come le stecche di un ombrello. Il risultato è una rifrazione che spezza la luce in raggi multipli, creando un effetto di ‘lacrime di vetro’ che cambia a ogni movimento del polso. I maestri lapidari di Idar-Oberstein, in Germania, lo chiamano Fächerschliff e lo considerano il taglio più rischioso: un errore di un solo grado e la pietra perde il 40% del suo valore. Non a caso, solo tre artigiani al mondo lo eseguono su pietre preziose di alta qualità.
La geometria del ventaglio non è solo estetica: è una sfida alla legge di conservazione del peso. Mentre un taglio rotondo classico spreca fino al 50% della grezza, il ventaglio recupera quasi l’85% del volume iniziale, ma a costo di una precisione millimetrica che richiede ore di lucidatura manuale con paste diamantate da 0,5 micron. I gioiellieri parigini di Place Vendôme lo stanno riscoprendo per montature in oro bianco martellato, dove la pietra sembra galleggiare su un letto di rugiada metallica.
Oro che si fa seta: la texture a ventaglio
Non è solo la pietra a parlare: l’oro stesso può essere lavorato a ventaglio. La tecnica, chiamata ‘piegatura a ventaglio’ o fan-fold, prevede l’uso di lamine d’oro 18 carati che vengono piegate a fisarmonica con un angolo di 15 gradi, creando una superficie che cattura la luce come le squame di un pesce tropicale. Il maestro orafo fiorentino che ha brevettato questa finitura nel 2021 ha dichiarato che ogni gioiello richiede almeno 40 ore di piegatura manuale, senza l’uso di macchine. Il risultato è una texture che, al tatto, sembra seta increspata: l’oro perde la sua rigidità e diventa fluido, quasi liquido.
Questa lavorazione si sposa perfettamente con le montature a giorno, dove il metallo non nasconde la pietra ma la incornicia in un gioco di ombre e riflessi. I bracciali rigidi a ventaglio, con diamanti taglio rosa incastonati a sbalzo, sono già stati avvistati al collo di collezioniste durante l’ultima Biennale di Venezia, abbinati a abiti di seta cruda e collane di perle barocche. Non è un caso: il ventaglio richiede contrasto, non competizione.
Come indossare l’angolo impossibile
Lo styling di un gioiello con taglio a ventaglio richiede una regola ferrea: meno è meglio. Un anello solitario con un diamante taglio ventaglio da 5 carati, montato su una fascia di platino satinato, funziona come unico punto focale di una mano nuda – niente altri anelli, niente smalto colorato. Per un orecchino, meglio scegliere un singolo pendente asimmetrico, che cade sulla clavicola come una goccia di luce congelata. Le collezioni di alta gioielleria più audaci lo abbinano a oro rosa martellato, per creare un contrasto caldo/freddo che amplifica la rifrazione della pietra.
I regali? Un taglio a ventaglio è perfetto per chi ha già tutto: non è un gioiello da vetrina, ma un segreto da scoprire. Per un compleanno importante o un anniversario, un pendente con una pietra taglio ventaglio – che sia uno zaffiro del Kashmir o un diamante fancy yellow – diventa un oggetto da conversazione, non solo da esposizione. La regola d’oro: mai regalare un ventaglio a una persona che ama la simmetria. Questo taglio è per chi cerca l’imperfezione calcolata, il dettaglio che sconcerta e incanta.





